Neminem laedere: vaccini, scienza e verità

Neminem laedere: vaccini, scienza e verità

di Ippolito Carmine Ad un medico greco, Ippocrate, dobbiamo il primo resoconto storico di una epidemia influenzale. Fu lui che, in particolare, ne trascrisse tutti i sintomi allorquando gli abitanti di Perinto, città portuale della Grecia settentrionale, nel 412 A.c. furono improvvisamente devastati da tosse, mal di gola, dolori diffusi, difficoltà di deglutizione e di deambulazione. Ippocrate   viene   ritenuto   però   il   padre   dell’intera   medicina   occidentale soprattutto perché elaborò un codice di etica medica, passato alla storia come il giuramento di Ippocrate: tale codice impone all’operatore sanitario l’impegno, sopra ogni altro, di non recare danno od offesa ( neminem laedere). Il...

Continua a leggere
CONTRO LA CRISI SANITARIA E IL COMMISSARIAMENTO DELLA POLITICA. IL RITORNO DELL’IRI?

CONTRO LA CRISI SANITARIA E IL COMMISSARIAMENTO DELLA POLITICA. IL RITORNO DELL’IRI?

Di Francesco Carlesi Economia mista e primato della politica tra passato e presente «Nel 1980 l’Iri controllava circa mille società per azioni, con oltre mezzo milione di dipendenti. In un certo periodo esso fu il maggior gruppo industriale del mondo, escludendo gli Stati Uniti. Per fatturato globale, nel 1993 l’Iri si collocò al settimo posto nella classifica delle maggiori società mondiali. Nel 1980 aveva raggiunto, con 556.659, il massimo di dipendenti. Il ruolo nei grandi affari internazionali che l’Italia si era costruito non si era sviluppato soltanto nell’Est e nel Sud del mondo, ma si era esteso ormai all’economia globale,...

Continua a leggere
Italia, non dimenticarti della guerra economica – (Parte I)

Italia, non dimenticarti della guerra economica – (Parte I)

di Emanuel Pietrobon Antica Grecia, 432 Avanti Cristo. La città-stato di Atene impone una serie di sanzioni economiche contro la rivale Megara, attraverso un omonimo decreto, come ritorsione per alcuni crimini ai danni di cittadini ateniesi e presumibilmente coinvolgenti dei megaresi. Il decreto vieta ai megaresi di condurre operazioni commerciali in ogni porto e mercato controllato dalla Lega delio-attica e da Atene, gettando le basi per lo strangolamento economico di Megara, una polis basata sul e dipendente dal commercio. Secondo il celeberrimo storico Tucidide, l’attacco all’economia megarese avrebbe giocato un ruolo-chiave nell’esplosione della seconda guerra del Peloponneso. La conoscenza di...

Continua a leggere
Come a Primosole: l’economia sbaraglia le ultime resistenze politiche

Come a Primosole: l’economia sbaraglia le ultime resistenze politiche

di Andrea Scaraglino La nostra quotidianità non fa altro che sottolinearlo: lo spazio lasciato vuoto dalla politica è stato scientemente riempito dall’economia e dalle sue degenerazioni filosofiche. Ma cosa ha permesso questo disimpegno della politica dal suo fine? Ugo Spirito, filosofo attualista dà quella che ci sembra la risposta più azzeccata al quesito: “La spinta ideale del dopoguerra si è tutta raccolta nel mito della democrazia. La crisi e il disorientamento di carattere filosofico non sono apparsi che a pochi nella loro gravità. Una carica di fede evidente li ha fatti ignorare o dimenticare. Con la fine del fascismo si...

Continua a leggere
IL MONARCHISMO ITALIANO NEL DOPOGUERRA: TRA QUESTIONE SOCIALE E OPPOSIZIONE NAZIONALE

IL MONARCHISMO ITALIANO NEL DOPOGUERRA: TRA QUESTIONE SOCIALE E OPPOSIZIONE NAZIONALE

di Diego Benedetto Panetta Alla vigilia delle elezioni del 1946 la situazione politica italiana viveva momenti di grande convulsione. Il quadro che di lì a poco sarebbe emerso avrebbe visto la Democrazia Cristiana divenire il primo partito con oltre otto milioni di suffragi. Le sinistre, formate dal Partito Comunista e dal Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria seguivano alle spalle. Considerate unitariamente esse detenevano complessivamente poco più di nove milioni di voti. Contemporaneamente alle elezioni valevoli per l’Assemblea Costituente, si svolgeva il referendum per scegliere la forma istituzionale. Il monarchismo era ancora vivo nelle menti e nei cuori degli italiani....

Continua a leggere
GIOVANNI GENTILE E IL RINASCIMENTO: IL VALORE UNIVERSALE DELL’IDENTITA’ ITALIANA (parte due)

GIOVANNI GENTILE E IL RINASCIMENTO: IL VALORE UNIVERSALE DELL’IDENTITA’ ITALIANA (parte due)

Di Alfonso Piscitelli Si deve a Giovanni Gentile la rivalutazione di un pensatore umanista prima di allora (e anche dopo di allora…) trascurato come il fiorentino Giannozzo Manetti, vissuto nella prima metà del Quattrocento e morto a Napoli nel 1459. In Manetti Gentile vede chiaramente prefigurati alcuni principi cardine della rivoluzione antropologica rinascimentale. Suo fu un libro dal titolo eloquente: “De dignitate et excellentia hominis”: in esso Manetti sviluppava l’idea che il mondo fosse fatto per l’uomo più che per Dio. Dio nella sua perfezione “non ha bisogno”, egli crea il mondo fisico appunto perché sia cornice dell’azione dell’essere umano,...

Continua a leggere
GIOVANNI GENTILE E IL RINASCIMENTO: IL VALORE UNIVERSALE DELL’IDENTITA’ ITALIANA (parte uno)

GIOVANNI GENTILE E IL RINASCIMENTO: IL VALORE UNIVERSALE DELL’IDENTITA’ ITALIANA (parte uno)

Di Alfonso Piscitelli I. le radici medievali del Nuovo Mondo Rinascimentale Giovanni Gentile è stato uno degli autori che più ha riflettuto sul valore del Rinascimento come elemento qualificante della identità italiana. Peraltro, nel Rinascimento identità italiana e universalità si congiungono: l’umanesimo rinascimentale ha valore per l’Italia e per il mondo. La difficoltà di un “nazionalismo” o di un identitarismo italiano è appunto nel fatto che la cultura italiana è più vocata ad esprimere valori universali che non ad affermare una fisionomia specifica, che nel concreto favorisca elaborazione di una visione strategica e la difesa di un interesse particolare. Forse...

Continua a leggere
Come a Primosole: Psichiatrizzazione narcisistica forzata della società

Come a Primosole: Psichiatrizzazione narcisistica forzata della società

di Andrea Scaraglino Lo storico e sociologo statunitense Christopher Lasch, sul finire degli anni ’70 diede alle stampe il suo lavoro più significativo e completo: “La cultura del narcisismo”. In queste illuminanti pagine viene descritta la deriva della società occidentale che da un contesto di economicità protestantica slittò sistematicamente verso una psichiatrizzazione patologica di se stessa. Alle nostre latitudini, com’è ovvio, determinati aspetti societari hanno raggiunto l’età matura solo ultimamente e proprio in virtù di questo nostro “ritardo”, le parole di Lasch possono – se si ha la voglia di ascoltarle – incidere con più fortuna: “ […] il piacere...

Continua a leggere
IRREDENTISMO E QUESTIONE NAZIONALE NEL PENSIERO DI ROBERT MICHELS

IRREDENTISMO E QUESTIONE NAZIONALE NEL PENSIERO DI ROBERT MICHELS

Di Filippo Del Monte Il sociologo tedesco di nascita ed italiano per scelta Robert Michels (1876-1936) è stato uno dei più importanti pensatori moderni, capace di influenzare la cultura politica internazionale del Novecento. Prima ardente socialista e poi sindacalista rivoluzionario, optò per il nazionalismo italiano allo scoppio della Guerra di Libia ed aderì infine al fascismo, convinto del fatto che il carisma mussoliniano avrebbe abbattuto il muro dei corpi intermedi dando al proletariato una rappresentanza diretta nella gestione dello Stato. Intellettuale di “sintesi” e caposcuola dell’elitismo, assieme al politologo liberal-conservatore Gaetano Mosca ed all’economista liberista Vilfredo Pareto, Robert Michels passò...

Continua a leggere
COME A PRIMOSOLE

COME A PRIMOSOLE

di Andrea Scaraglino Come a Primosole – quel ponte sul fiume Simeto – anche da queste colonne si opporrà strenua resistenza. Questa rubrica nasce dal sentire comune all’interno dell’Istituto Stato e Partecipazione, nasce dal bisogno di pungolare una società fin troppo catatonica e atomizzata, dove il relativismo progressista spazia da padrone incontrastato. La distruzione del sistema valoriale, filosofico e politico, che ha retto il XX sec ha, infatti, raso al suolo senza costruire nulla di alternativo che umanamente potesse avere una continuità storica con il nostro pregresso di popolo e, se vogliamo, di comunità geopolitica a se stante. Negata l’appartenenza...

Continua a leggere