L’ASSALTO AL LATIFONDO E LA “DITTATURA DEL PROLETARIATO CONTADINO” DEL VENTENNIO, LE PAGINE DI STORIA RIAPERTE DA PENNACCHI

L’ASSALTO AL LATIFONDO E LA “DITTATURA DEL PROLETARIATO CONTADINO” DEL VENTENNIO, LE PAGINE DI STORIA RIAPERTE DA PENNACCHI

Di Cristian Leone Di Antonio Pennacchi ci mancherà la penna ma, ancor di più in questi tempi oscuri, la sua capacità di andare controcorrente. Pennacchi è stato un intellettuale particolarmente eclettico che, nel corso della sua vita, ha abbracciato le principali eresie del Novecento, passando dal Msi al Pci. Ricordato principalmente per il “fasciocomunista” e il romanzo vincitore del premio Strega “Canale Mussolini”, in realtà, Pennacchi, non si è occupato solo delle bonifiche pontine e nemmeno esclusivamente di Serpieri ma è andato oltre, lì dove molti storici di professione non sono arrivati: l’assalto al latifondo. Il vero capolavoro dello scrittore...

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Stato e Partecipazione: ripensare la democrazia oltre il folklore mediatico e pandemico

Stato e Partecipazione: ripensare la democrazia oltre il folklore mediatico e pandemico

di Francesco Marrara Dopo un mesetto di tregua, dovuto agli Europei di calcio, i media sono tornati fortemente alla ribalta sul tema Covid. Non a caso, negli ultimi giorni, stiamo assistendo ad una vera e propria diatriba tra gli ultrà “Si Vax e Si Green Pass” e gli ultrà “No Vax e No Green Pass”. Le piazze italiane, nonostante le temperature torride, sono state nuovamente occupate da migliaia di cittadini. Ed ecco che, come al solito, i grandi media hanno colto l’occasione per alimentare il solito conflitto tra bande: siamo nuovamente di fronte al “divide et impera” di romana memoria....

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LA GRANDE TRANSIZIONE E IL RITORNO DELL’INDUSTRIA NAZIONALE

LA GRANDE TRANSIZIONE E IL RITORNO DELL’INDUSTRIA NAZIONALE

Estratto da un articolo di prossima pubblicazione sulla rivista “Polaris” Di Gian Piero Joime Il disegno della grande transizione digital-ecologica, fortemente promosso da summit internazionali, convegni, norme, standard e anche da variopinti movimenti di piazza, va oltre il cambiamento climatico e l’ansia pandemica, che tuttavia ne sono lo sfondo e lo legittimano: semplicemente mira a  sostituire tecnologie e prodotti obsoleti, e quindi anche inquinanti ed economicamente poco profittevoli, con nuovi prodotti digital-ecologici, in grado di rivitalizzare e standardizzare  l’offerta industriale, e di rispondere a nuove, omogenee e  indotte  esigenze del consumo “sostenibile” globale. La grande transizione digital-ecologica utilizza le spinte...

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Per un nuovo industrialismo nazionale: l’economia circolare per riequilibrare forza e mezzi del lavoro

Per un nuovo industrialismo nazionale: l’economia circolare per riequilibrare forza e mezzi del lavoro

di Filippo Del Monte Il 2021 è per certi versi il nuovo “anno zero” dell’economia italiana che, con la crisi pandemica, ha il tessuto produttivo nazionale da ricostruire rispondendo tanto alle esigenze della grande industria quanto a quelle delle piccole-medie imprese che di quel tessuto sono l’impalcatura. L’opportunità di ricostruire la produzione nazionale secondo i canoni di un nuovo industrialismo sostenuto da politiche ambientali consapevoli e non schiave dell’ambientalismo militante ed ideologico esiste e bisogna coglierla. Il sociologo e politologo laburista britannico Anthony Giddens nel suo libro “Ecologia politica” (Feltrinelli, 1987) ha mosso una dura critica alla logica che aveva...

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CHI HA PAURA DELLA COGESTIONE? Le “contraddizioni” della sinistra

CHI HA PAURA DELLA COGESTIONE? Le “contraddizioni” della sinistra

di Mario Bozzi Sentieri La cogestione aziendale, annunciata nella Costituzione italiana, ma mai applicata, è ormai una necessità. Lo impongono le trasformazioni tecnologiche, i processi di riconversione industriale, la crisi ed il dopo Covid. In Parlamento giacciono letteralmente alcune proposte in materia. Sarebbe utile portarle all’attenzione dell’opinione pubblica, facendone oggetto di un confronto tra le parti sociali, rendendo finalmente chiare le rispettive posizioni ed evitando ogni traccheggiamento. Come purtroppo sta facendo il Segretario Generale della Cgil, Maurizio Landini, pronto a richiedere – a parole – il confronto tra aziende e sindacati sulle scelte strategiche relative alla riconversione produttiva del Paese,...

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Transizione ecologica, imprese e cittadini rischiano di pagar caro il furore ideologica dell’Ue

Transizione ecologica, imprese e cittadini rischiano di pagar caro il furore ideologica dell’Ue

di Clemente Ultimo “Potrebbe essere un bagno di sangue”. Cosa? La tanto decantata svolta verde, anzi green come usa dire in Italia in ossequio al risibile principio secondo cui qualsivoglia iniziativa o progetto se denominato con termini anglofoni acquista immediatamente – per chissà quale magica causa – un’autorevolezza ed una concretezza che l’uso della lingua di Dante sarebbe ormai incapace di conferire. Peccato che sia vero solitamente il contrario: più confuse e fumose le idee, più frequente il ricorso all’inglese – anche quello maccheronico – nella convinzione di dare e darsi un tono utilizzando la lingua franca internazionale. È questo...

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(3. 20 anni dopo Genova, quale globalizzazione?) L’OPPOSIZIONE ALLA GLOBALIZZAZIONE  OGGI E’ SOVRANISTA

(3. 20 anni dopo Genova, quale globalizzazione?) L’OPPOSIZIONE ALLA GLOBALIZZAZIONE OGGI E’ SOVRANISTA

di Mario Bozzi Sentieri A vent’ anni dal G8 di Genova, che cosa ne è del movimento no-global? Che fine ha fatto il mitico popolo dei giorni gloriosi del luglio 2001? Dov’è finita l’attesa rivoluzione dei proletari del sud del mondo? E del lungo elenco di aspettative, segno della parcellizzazione del movimento (più di mille sigle, che spaziavano dai beati costruttori di pace e dalle suore anglicane ai militarizzati militanti dei centri sociali di mezza Europa)? All’ordine del giorno di quella massa sterminata – ha ricordato Giovanni Mari (Genova, vent’anni dopo. Il G8 del 2001. Storia di un fallimento) –...

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Centenario della nascita di padre Gianfranco Maria Chiti

Centenario della nascita di padre Gianfranco Maria Chiti

di Matteo Impagnatiello Quest’anno ricorre il centenario della nascita di un gigante della Storia, padre Gianfranco Maria Chiti, il generale arruolato da Dio. E’ la storia “speciale”, unica di un uomo che deve essere raccontata. Non solo. Merita di essere studiata. Padre Chiti nacque il 6 maggio del 1921 a Gignese, un comune della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, secondogenito di tre figli. Più tardi, quando dopo la mimetica indosserà il saio francescano dei cappuccini, il suo nome fu trascritto in Iohannes Franciscus. E san Francesco sarà il suo nume tutelare che lo accompagnerà per tutta la vita. Padre Chiti ricordava spesso...

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L’EUROPA DEL LAVORO HA RADICI PROFONDE

L’EUROPA DEL LAVORO HA RADICI PROFONDE

di Mario Bozzi Sentieri L’Europa non è solo identità e profonde radici spirituali.  C’è anche un’Europa sociale e del Lavoro con cui è necessario fare i conti. Particolarmente oggi, in anni di crisi “globali”. E’ un’Europa che viene anch’essa da lontano, da esperienze importanti ed insieme da grandi elaborazioni culturali e sociali, che vanno ben oltre i secoli trascorsi. E’ Storia di relazioni e di valori condivisi, all’interno di una ben salda visione della vita del mondo e delle istituzioni che intorno ad essa si sono affermate, espressioni dell’idea – per dirla con Louis Dumond (Homo aequalis. Genesi e trionfo...

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(2. 20 anni dopo Genova, quale globalizzazione?) Da Cefis alla Cina. Il Dominio delle multinazionali e la crisi italiana

(2. 20 anni dopo Genova, quale globalizzazione?) Da Cefis alla Cina. Il Dominio delle multinazionali e la crisi italiana

di Augusto Grandi “Alcuni studiosi prevedono che la quota della produzione mondiale controllata dalle multinazionali è destinata ad aumentare ulteriormente. Considerando anche le economie di scala di cui godono queste imprese, cioè la possibilità di realizzare economie attraverso il coordinamento delle loro attività, gli stessi studiosi prevedono che nel 2000, cioè tra meno di trent’anni, oltre due terzi della produzione industriale mondiale sarà in mano alle 200/300 maggiori società multinazionali”. Era il 23 febbraio 1972 quando Eugenio Cefis, allora alla guida di Montedison, pronunciò questo discorso all’Accademia Militare di Modena all’interno di un programma di conferenze per l’anno accademico ‘71/’72....

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