L’ALTERNATIVA AL WOKE DEVE DIVENTARE ANCHE COMMERCIALE. ECCO COSA SUCCEDE NEGLI USA

L’ALTERNATIVA AL WOKE DEVE DIVENTARE ANCHE COMMERCIALE. ECCO COSA SUCCEDE NEGLI USA

di Alessandro Amorese Può un rasoio diventare simbolo dell’alternativa alla degenerazione woke? Si, sta succedendo negli Stati Uniti in queste ultime settimane. Accade questo: il Daily Wire è uno dei media emergenti nel mondo “conservatore” americano, editore, produttore e sito di notizie sempre più seguito. Tra le aziende che compravano spazi pubblicitari su Daily Wire c’è Harry’s Razors o meglio c’era, perché qualche mese fa la società americana di prodotti per l’igiene maschile (lamette, crema da barba, ecc.) comunica, facendolo pubblicamente senza avvertire prima il Daily, di ritirare la propria pubblicità. Un utente anonimo di Twitter (senza peraltro alcun seguito)...

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VOCI DALLE CAMPAGNE/ Intervista a “Le Mucche di Ros”. La zootecnia in Puglia, tra tradizione familiare e voglia d’innovazione, nelle parole di una giovane allevatrice

VOCI DALLE CAMPAGNE/ Intervista a “Le Mucche di Ros”. La zootecnia in Puglia, tra tradizione familiare e voglia d’innovazione, nelle parole di una giovane allevatrice

Per la seconda intervista della rubrica “Voci dalle campagne” siamo scesi a sud-est, per la precisione a Manfredonia, in provincia di Foggia. Ma niente grano, niente ulivi. Una bella realtà zootecnica di dimensioni medio-grandi, specializzata nell’allevamento di vacche da latte e situata ad appena 5 km dal centro della cittadina pugliese. L’azienda agricola “Le Mucche di Ros” della Pedicagnola srl, è gestita dalla giovanissima e volenterosa Rosa Maria Salcuni, classe 1994, che rappresenta la terza generazione di allevatori dopo il nonno, che ha cominciato con qualche capo di bestiame e il padre, che negli anni ’90 ha portato l’allevamento a...

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NON CI RESTA CHE ERDOGAN

NON CI RESTA CHE ERDOGAN

di Emanuel Pietrobon Il Sultano non è meno pragmatico di Emmanuel Macron e Naftali Bennett, ma ha qualcosa che loro non hanno e che non possono dare allo Zar: le famigerate garanzie di sicurezza Emmanuel Macron è l’interlocutore in Europa di Vladimir Putin, più di dieci chiamate da inizio gennaio a metà marzo, mentre Naftali Bennett è il pragmatico re di Gerusalemme che ha violato il santo shabbat per dare compimento alle Sacre Scritture, al Pikuach Nefesh: la tutela della vita prima di ogni altra cosa. Né Macron né Bennett, però, nonostante gli ottimi propositi e il rapporto cordiale con...

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RIPARTIRE DAL SOVRANISMO. Oltre le risposte “tappabuchi”

RIPARTIRE DAL SOVRANISMO. Oltre le risposte “tappabuchi”

di Mario Bozzi Sentieri Tra crisi produttiva (confermata dalla caduta del 2,4 per cento del Pil  nel primo trimestre),   gap energico, aumento dell’inflazione ed emergenze internazionali, dove cercare  una risposta organica e complessiva che vada al di là delle tante (troppe) iniziative “tampone”? C’è spazio per scelte di metodo e di valore in grado di rimetterci in sesto e tracciare una rotta? E come declinare la domanda di autosufficienza produttiva abbandonando finalmente la  ricorrente  retorica sull’importanza di “essere aperti” e globali? Volenti o nolenti si deve guardare al sovranismo. E non tanto come battaglia di principio e “di bandiera”, ma...

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IL «CORRIERE DELLA SERA», LA “DESTRA” E MAZZINI. IL PROBLEMA DELLA PATRIA TRA PASSATO E FUTURO

IL «CORRIERE DELLA SERA», LA “DESTRA” E MAZZINI. IL PROBLEMA DELLA PATRIA TRA PASSATO E FUTURO

Di Francesco Carlesi Nei giorni scorsi, per celebrare i 150 anni dalla morte di Mazzini, Alessandro Trocino sulla newsletter del «Corriere della Sera» ha pubblicato un articolo in cui viene citato il libro di chi scrive, pubblicato da Eclettica edizioni, Mazzini, un italiano. L’apostolo della patria e del lavoro. Notando come il ricordo più forte del patriota genovese provenga oggi da “destra” (Trocino cita anche il Blocco Studentesco e Marcello Veneziani), l’autore tradisce un certo rammarico, pur spingendo per una visione del Risorgimento il più possibile scevra da condizionamenti ideologici. Si parla poi di un Mazzini quasi “rapito” dal fascismo...

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L’ANNIVERSARIO MAZZINIANO. PER UNA “TERZA VIA” SOCIALE, NAZIONALE E PARTECIPATIVA

L’ANNIVERSARIO MAZZINIANO. PER UNA “TERZA VIA” SOCIALE, NAZIONALE E PARTECIPATIVA

Di Mario Bozzi Sentieri Patria e Lavoro: per ricordare Giuseppe Mazzini, a centocinquant’anni dalla sua morte (10 marzo 1872), occorre andare oltre sia la pura e semplice celebrazione patriottica, sia  il mero richiamo social riformista. In Mazzini Nazione e Socialità vanno declinate insieme, quali facce di un’identità complessa. Su  “La Jeune Suisse”, nel 1835, Mazzini scriveva: “La questione già meramente politica, s’è fatta sociale”. Non è sufficiente – egli nota – lavorare per l’unità nazionale (vista non solo come unione materiale di uomini aventi in comune la lingua e le tradizioni, ma anche come “missione” provvidenziale) perché è anche nella...

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Il nodo infrastrutture: è l’ora del dibattito pubblico?

Il nodo infrastrutture: è l’ora del dibattito pubblico?

Articolo apparso su Rivistaenergia.it Di Raimondo Fabbri Senza infrastrutture ed impianti sarà molto complicato sia affrancarsi dalla dipendenza energetica estera che procedere lungo il percorso di transizione energetica. I tragici recenti sviluppi in Europa contribuiscono a riproporre in tutta la sua necessità l’annoso problema della costruzione di consenso in Italia: è giunta anche per noi l’ora del débat public? “Non possiamo essere così dipendenti dalle decisioni di un solo paese. Ne va anche della nostra libertà, non solo della nostra prosperità. Per questo, dobbiamo prima di tutto puntare su un aumento deciso della produzione di energie rinnovabili” in questo auspicio...

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L’EUROPA DOPO LA GUERRA IN UCRAINA

L’EUROPA DOPO LA GUERRA IN UCRAINA

di Brahim Ramli Non sappiamo come e quando finirà la guerra in Ucraina, ma qualcosa è più che certo: i posteri la considereranno uno spartiacque. Per l’Unione Europea, per l’Alleanza Atlantica, per la Russia e per il mondo ci sarà un prima e un dopo guerra in Ucraina. L’invasione russa dell’Ucraina avrà delle conseguenze significative sull’assetto geopolitico e securitario dell’Europa. Non è ancora chiaro l’obiettivo di Mosca in Kiev, sebbene una delle opzioni più caldeggiate dagli analisti sia quella che prospetta una disgregazione guidata dell’Ucraina, magari divisa lungo il corso del Dnipro, sul modello della Germania durante la Guerra fredda....

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UCRAINA, DOVE FINISCE E INIZIA TUTTO

UCRAINA, DOVE FINISCE E INIZIA TUTTO

di Emanuel Pietrobon La guerra in Ucraina sarà ricordata dai posteri come lo spartiacque di questa parte di XXI secolo e dagli ucraini come l’equivalente di Budapest 1956. Superare questo trauma non sarà facile. Da dove ripartire nel dopoguerra? Prendendo atto, magari, che anche l’Occidente ha avuto la sua parte di responsabilità. Sergej Lavrov era stato laconico il 10 febbraio, in occasione di una bilaterale con l’omologa britannica Liz Truss, nel commentare lo stato delle relazioni tra Occidente e Russia: un dialogo tra un sordo e un muto. Impossibile comprendersi, dunque impossibile andare d’accordo. Nulla di nuovo sotto il Sole,...

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TRA CRISI MORALE E CRISI SOCIALE, LA “GRANDE DIMISSIONE” DAL LAVORO

TRA CRISI MORALE E CRISI SOCIALE, LA “GRANDE DIMISSIONE” DAL LAVORO

di Mario Bozzi Sentieri Abituati a fare i conti con le percentuali della disoccupazione e con le trasformazioni aziendali, strette tra globalizzazione e nuove tecnologie, non possono non inquietarci gli scenari della “Grande Dimissione” (Great Dismission), ultima frontiera sociale “made in Usa”, ormai arrivata anche in Europa. Di che si tratta? In sintesi: con riferimento al   novembre 2021 in America ben 4 milioni e mezzo di persone hanno deciso di lasciare il lavoro o di non tornarci dopo che le imprese le avevano richiamate in ufficio. Dall’inizio del 2021 – ci dicono le statistiche – quasi ogni mese viene battuto...

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